L'aiuto divino
La fede popolare, i santi protettori, le preghiere che si tramandano di padre in figlio nella vita di fatica dei campi.
La voce errante del filò tra ironia, memoria e racconto popolare.
Il Torototela è una figura simbolica della tradizione veneta dei filò: un narratore errante, sospeso tra realtà e invenzione, capace di attraversare corti e contrade portando con sé storie, ironia e memoria collettiva.
Questo convivio narrante ne rievoca la presenza, trasformandola in esperienza viva. Non si tratta di una semplice rievocazione folklorica, ma di un incontro in cui la parola torna ad essere gesto condiviso: il racconto si costruisce nel momento stesso in cui viene detto, tra chi narra e chi ascolta.
Il linguaggio è dialettale — il veneto autentico, non addomesticato — che restituisce immediatezza e verità a un modo di raccontare diretto, vivo, senza filtri. Il convivio diventa così uno spazio di relazione, dove il pubblico è parte integrante del racconto: si ascolta, si riconoscono frammenti di un mondo che non è scomparso, ma continua a vivere nelle parole.
Il Torototela attraversa il territorio del sacro, del diabolico e del quotidiano in cinque momenti narrativi.
La fede popolare, i santi protettori, le preghiere che si tramandano di padre in figlio nella vita di fatica dei campi.
Il patto con le forze oscure: la tentazione, l'astuzia popolare e il modo in cui la gente semplice ingannava anche il diavolo.
Le anime del purgatorio, le presenze notturne, i segnali che i defunti mandano ai vivi: la morte come parte del mondo dei vivi.
Le figure mitologiche del territorio veneto: la strega che rapisce, il folletto dispettoso, le donne-acqua dei torrenti di montagna.
Il chiudersi del filò: la formula augurale, il congedo, il ritorno nel silenzio della notte. La fine che è già l'inizio del prossimo incontro.
Il convivio si adatta a corti, cortili, piazze di contrada, spazi rurali e dimore storiche. Scrivici per parlare di date, location e modalità.